Tutto qui? Sì, tutto qui! - La valigia di....Alessandro Mezzena Lona

Ospitiamo, a partire da questo post, l'iniziativa di uno dei membri del "collettivo ETRA", nata all'interno della sua pagina facebook:
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=136966934497734&set=a.101373968057031&type=3&theater

Roberto Franco è architetto, ma si dedica da molti anni ad iniziative in ambito culturale nel territorio del Friuli Venezia Giulia, collaborando alla loro organizzazione e cura, da prima per conto dell'Associazione culturale ARTeFUMETTO di Monfalcone (2002-2010) e quindi per conto dell'Associazione culturale ETRA di Monfalcone (2012-2019), divenuta dal gennaio 2020 il collettivo che gestisce questa pagina.

L'idea trae ispirazione da un volume pubblicato da Sellerio, dal titolo La valigia, scritto da Sergej Dovlatov. 
Il protagonista/autore, costretto forzatamente a lasciare la propria terra d'origine, esule da Leningrado, si trova a dover raccogliere tutte le cose a lui più care in tre valigie. A lui pare impossibile poterlo fare, ma poi alla fine si rende conto che ne sarebbe stata sufficiente una sola, anzi anche quella sarebbe rimasta in parte vuota.
"La valigia" è un libro di racconti, ispirati ovviamente alla memoria di ciascuno degli oggetti che il protagonista sceglie di portare con sé.

L'iniziativa qui ospitata nasce in un contesto particolare per l'Italia, in seguito all'emergenza sanitaria legata alla diffusione del virus COVID-19, che porta tutti a restare obbligatoriamente chiusi nelle proprie case per molti giorni.
L'oggetto del'iniziativa è la costruzione di una propria "valigia" minima e, ovviamente, tra le cose scelte, nel rispetto della pagina ospite, ci dovranno essere anche dei fumetti.
E' questa però anche un'occasione per riflettere sul nostro rapporto con le cose che ci circondano, con ciò che consideriamo importante, che ci ha formato, culturalmente nel nostro caso, e quindi merita di essere ospitato nella propria "valigia".

L'iniziativa ha anche un titolo: "Tutto qui? Sì, tutto qui!"
Essa nasce quindi come un percorso di consapevolezza etica dei propri bisogni e si traduce in una performance di oggettivazione delle proprie passioni.
E' anche un modo per riflettere, in merito alle nostre abitudini e al rapporto con le cose che amiamo, su cosa significhi vivere delle situazioni estreme, come può essere la condizione di un rifugiato che deve lasciare le proprie terre d'origine.

Se la "valigia" di Roberto Franco si sta riempiendo in queste settimane all'interno della sua pagina facebook, lui ha creduto interessante coinvolgere alcuni operatori o fruitori culturali (nel senso più ampio del termine), del Friuli Venezia Giulia, permettendo loro di esprimere una propria sintetica "valigia", rispondendo ad una semplice domanda:
"Devi fare una valigia perché devi partire, lasciare per sempre casa. Hai spazio per soli quattro oggetti: un fumetto, un libro in genere, un disco, un film. Cosa scegli?"
La scelta dei singoli costituisce anche un piccolo compendio di "consigli" di lettura, di ascolto e di visione.

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Il primo ospite di questa iniziativa è Alessandro Mezzena Lona.
Alessandro è nato a Trieste. Per sedici anni responsabile della pagine culturali de «Il Piccolo», ha collaborato al «Corriere della Sera» ed è autore di saggi sulla letteratura. Nel 2013 ha vinto il Premio Grado Giallo Mondadori con Non credere ai santi. Ha scritto i romanzi La morte danza in salita. Ettore Schmitz e il caso Bottecchia e La via oscura. Ha curato con Mitja Gialuz il volume Barcolana. Un mare di racconti, vincitore del Premio Speciale Marincovich 2019.
Gestisce la pagina web Arcane Storie, http://www.arcanestorie.it/alessandro-mezzena-lona/, dove potete trovare tutte le sue "storie".


Ecco la "valigia" di Alessandro e qualche commento.

Un fumetto: “Le spiacevoli notti di zio Tibia” (Oscar Mondadori, 1969), prima antologia italiana della rivista americana “Creepy”.
L'ho scoperto da ragazzo e riletto di recente con il piacere del brivido.
Un disco: The Cure,“Disintegration”, 1989. 
Per la sua luminosa malinconia.
Un libro: Franz Kafka,“La metamorfosi”, 1915.
Mi ha insegnato a stare dalla parte di chi non è uguale agli altri.
Un film: Valerio Zurlini,“Il deserto dei Tartari”, 1976 
Una splendida versione cinematografica del romanzo di Dino Buzzati, da me amatissimo. 
Ripensando che Valerio Zurlini ci riporta alla mente anche un'altra valigia, quella trascinata da Claudia Cardinale nel film "La ragazza con la valigia" del 1961 (un altro consiglio, per un recupero dovuto), diamo appuntamento al prossimo "Tutto qui? Sì, tutto qui!"

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